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amianto e ondate di calore

Amianto e ondate di calore: quando ripetere il controllo delle coperture

Ogni estate le temperature superano con sempre maggiore frequenza i 35–40 °C per giorni consecutivi. Per chi vive in un condominio con coperture in fibrocemento, questo è un fattore di rischio concreto. Il calore prolungato è infatti uno degli agenti che accelera il degrado delle lastre in cemento-amianto, aumentando la probabilità di rilascio di fibre nell’ambiente.

Eppure, nella gestione ordinaria degli stabili, il collegamento tra ondate di calore e sicurezza dell’amianto è spesso trascurato. Questo articolo spiega perché il caldo estivo deve entrare nel piano di monitoraggio dell’amianto e quando è necessario ripetere il controllo delle coperture.

Perché il calore accelera il degrado dell’eternit

Le coperture in cemento-amianto, quando sono integre, trattengono le fibre all’interno di una matrice cementizia compatta. Il problema è che questa matrice non è eterna: col passare del tempo — e stiamo parlando di manufatti che hanno ormai 30, 40, anche 50 anni — il cemento si degrada progressivamente sotto l’azione combinata di diversi agenti.

Lo stress termico gioca un ruolo importante in questo processo. Le escursioni termiche tra giorno e notte, particolarmente marcate durante le ondate di calore, provocano cicli ripetuti di dilatazione e contrazione del materiale. Col tempo, questo fenomeno genera micro-fessurazioni sulla superficie delle lastre, che si sommano all’azione erosiva di pioggia, vento, grandine e raggi UV. Il risultato è un progressivo affioramento delle fibre di amianto in superficie, con conseguente rischio di dispersione nell’aria.

In una lastra che pochi mesi prima appariva ancora in condizioni accettabili, un’estate particolarmente intensa può produrre un peggioramento visibile: superfici che si fanno polverose o porose, comparsa di sfaldamenti, distacco di piccoli frammenti in corrispondenza dei bordi o dei fissaggi.

Quando ripetere il controllo: i segnali da non ignorare

Il D.M. 6 settembre 1994 prevede che la valutazione dello stato di conservazione dei materiali contenenti amianto venga ripetuta periodicamente, proprio perché le condizioni ambientali possono modificare nel tempo il livello di rischio. L’art. 249 del D.Lgs. 81/08 ribadisce il concetto: le intemperie e gli eventi accidentali degradano i manufatti, e la valutazione va aggiornata di conseguenza.

Un controllo straordinario è particolarmente opportuno dopo estati con ondate di calore prolungate, soprattutto se le coperture hanno già un Indice di Degrado medio-alto nelle valutazioni precedenti, se l’ultimo sopralluogo risale a più di 12 mesi prima, se sono visibili anche da lontano segni di deterioramento come scolorimento marcato, superfici polverose o muschi e licheni diffusi, e se sotto le coperture si trovano aree frequentate come terrazzi, balconi, cortili o spazi gioco.

Quest’ultimo punto è spesso sottovalutato: la vicinanza tra le coperture in eternit e gli spazi dove le persone trascorrono tempo — soprattutto in estate, quando si sta più all’aperto — è un fattore che le Linee Guida regionali considerano aggravante nella valutazione del rischio.

Come si svolge il controllo estivo

Il controllo delle coperture in cemento-amianto segue la procedura prevista dal D.M. 6 settembre 1994 e prevede un’ispezione visiva da parte di un tecnico abilitato. Durante il sopralluogo vengono valutati diversi parametri: la presenza di fessure, rotture o sgretolamenti, la friabilità del materiale, le condizioni della superficie, la presenza di materiale polverulento in corrispondenza di grondaie e punti di scolo, e lo stato dei fissaggi.

L’insieme di questi elementi confluisce nel calcolo dell’Indice di Degrado, un punteggio che determina le azioni successive: se il punteggio resta entro limiti accettabili, si conferma il programma di manutenzione e controllo; se supera la soglia critica, scatta l’obbligo di bonifica. In caso di dubbi, il tecnico può predisporre anche un monitoraggio delle fibre aerodisperse nell’area circostante le coperture, per verificare se vi sia effettiva dispersione nell’ambiente.

Non solo estate: un approccio stagionale al monitoraggio

Inserire il controllo delle coperture in un calendario stagionale è la scelta più lungimirante. L’ideale è prevedere una verifica dopo la stagione invernale, per valutare i danni da gelo, pioggia e neve, e una seconda verifica a fine estate, per intercettare gli effetti dello stress termico estivo. Questo approccio consente di avere un quadro aggiornato due volte l’anno e di intervenire tempestivamente se le condizioni peggiorano, senza attendere il controllo annuale ordinario.

GD Ambiente e Sicurezza: monitoraggio e tutela tutto l’anno

GD Ambiente e Sicurezza affianca gli amministratori di condominio nel monitoraggio continuo dei materiali contenenti amianto, con sopralluoghi programmati, aggiornamento dell’Indice di Degrado e, dove necessario, monitoraggio delle fibre aerodisperse. Attraverso il censimento amianto PRAL e la nomina del responsabile amianto, GD garantisce una gestione tracciabile, documentata e conforme alla normativa regionale e nazionale.

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